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Dalla riabilitazione postuma dalle accuse di concussione ("baratteria", negli esatti termini giuridici medioevali ) fatta, nel 2008, dal Comune di Firenze al successo riscosso, a novembre scorso, da Roberto Benigni, con la lettura del XXVI canto dell' "Inferno" al Parlamento Europeo, per le celebrazioni comunitarie dei 150 anni dell' Unità italiana. Stiamo parlando dell' attualità di Dante Alighieri: specialmente di quella "Commedia" in cui, sin dal Medioevo, la maggior parte degli studiosi ha visto non solo una pietra miliare della letteratura, ma anche una vera "Cattedrale d' idee", non inferiore, "mutatis mutandis", a quelle di pietra d'Oltralpe.
Ora, un altro contributo alla comprensione della modernità del Sommo poeta viene dal "Progetto Dante" organizzato, a Roma, da Anna Laura Chierichetti, counselor e Reiki master, studiosa di discipline umanistiche e di rimedi naturali ai disagi: sulla base d'un'idea complessiva di Patrizia Zenga, appassionata dantista, insegnante d'italiano nelle scuole secondarie. Un progetto che, partendo dall' esistenza – nota già ai primi commentatori del poema dantesco – di piu' livelli di lettura della "Commedia", in chiave esoterica e mistico-iniziatica, vuol mettere i partecipanti ( mediante letture, commenti e sperimentazioni teatrali ) in grado d' applicare al proprio vissuto personale, per un miglioramento olistico di sé stessi ( all'insegna, cioè, dell'interscambio tra sfera fisica, razionale ed emozionale), gli insegnamenti ricavabili dal viaggio di Dante. Viaggio che non è solo nell' Oltretomba ( sulla scia, in parte, d'una letteratura preesistente, omerico-virgiliana, medioevale e islamica): ma è anche un viaggio "Al termine dell'uomo", negli incredibili meandri del suo animo, anticipatore, per certi aspetti, delle intuizioni novecentesche di Freud e Jung.
"Nel suo poema – spiegano Anna Laura e Patrizia – Dante, coi tre regni visitati, vuol mostrarci come ogni fase della nostra vita, persino quella piu' nera o banale, in realtà sia utile per l'evoluzione, sia nostra che universale: aiutandoci inoltre a capirne ( da Viktor Frankl "ante litteram", N.d.R. ) il senso profondo". Il progetto si basa anzitutto su tre seminari, corrispondenti appunto alle tre cantiche della "Commedia": Inferno, Purgatorio e Paradiso. Dopo la partenza di novembre scorso, il progetto riprenderà il 14 gennaio, presso il Centro Yoga "Isodo" al Tiburtino, col seminario dedicato al Purgatorio ( per maggiori dettagli, modalità e quote di partecipazione, vedere il sito www.recreaction.it ). "Ma, a guardar bene", aggiunge Anna Laura, cos'è l' Inferno se non il nostro passato, coi rimpianti, le scelte che riteniamo sbagliate, le ferite, i traumi? Mentre il presente, in cui continuiamo a portarci dietro questi fardelli, a volte ricommettendo gli stessi errori, spesso senza saper capire il passato, per "superarlo nella continuità", né perdonarci, mentre potremmo trasformare il tutto in un' opportunità di crescita e di evoluzione ( discorso, questo, applicabile non solo ai singoli , ma anche a popoli e nazioni, N.d.R.), è il nostro Purgatorio. Infine, il futuro dovrebbe essere il tempo della ricompensa.
Che spesso, però, ci precludiamo, restando ingabbiati nei vecchi schemi mentali e comprimendo la nostra creatività: mentre il futuro è qui ed ora, ed è il nostro Paradiso". A questo punto, è evidente il legame di questo progetto coi princìpi fondamentali della disciplina Reiki. Quel metodo ( delineato nel '900 dal monaco nipponico Mikao Usui ) per entrare in armonia con noi stessi e con tutto l'universo, ricollegandosi all'energia che lo pervade, che, al secondo livello, vuol rendere i riceventi capaci d' intervenire non solo in vista del proprio futuro, sciogliendo tensioni e nodi traumatici, ma anche, in qualche misura, sul proprio passato.
La vita di Dante dopo la grave condanna del 1303, con le peregrinazioni in mezza Italia e forse anche all'estero ( che precorron veramente, anche per le accuse di "criptoeresia" mosse a vari brani della "Commedia" , quelle cinque-seicentesche di Giordano Bruno e Michelangelo da Caravaggio ), sembra concretizzare proprio questo tipo di iter. Un "Cammin di nostra vita" rimasto purtroppo al secondo stadio ( va detto che, anche da morto, il Sommo non ebbe molta pace: pochi sanno che, nella primavera del 1945, proprio le ceneri di Dante fecero parte dell'incredibile bagaglio di documenti e mezzi finanziari messo insieme dal Mussolini di Salò nella sua disperata corsa verso il Nord, venendo recuperate infine dalle forze del CLN).
Ora, questo "Progetto Dante" – cui anche la "Società Dante Alighieri", in via interlocutoria, ha mostrato interesse – vuol contribuire idealmente alla fine del grande viaggio del poeta, vuol consentire all' Alighieri e ai suoi eroi, ad Ulisse e a Virgilio, a Farinata e a Cacciaguida, a Brunetto e a Ugolino, di deporre finalmente le ali del "folle volo".
Essenziale, nel "Progetto Dante", è anche l'attività di laboratorio teatrale: di cui Moana Persiani, attrice di teatro e critica cinematografica, ha spiegato le finalità nella presentazione del progetto alla libreria "Pan" di Via Catone, specializzata in testi di esoterismo, antropologia, storia delle religioni.
Senza escludere la preparazione di spettacoli centrati specificamente su questi temi, il laboratorio teatrale, in questo progetto, ha soprattutto fini "maieutici" e terapeutici in senso lato: di aiuto al partecipante perché, mettendo in scena sé stesso e i suoi conflitti, in situazioni legate ai brani danteschi, possa migliorare il suo equilibrio interiore e il suo modo d' affrontare i problemi. Il teatro, quindi, come strumento di catarsi personale e collettiva: come intuìto nella "Poetica" da Aristotele e piu' volte sperimentato, da Shakespeare a Pirandello, e ai medici che proprio in questo modo riuscirono a curare, ai primi dell' Ottocento, il "re folle" d'Inghilterra, Giorgio III. |
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I commenti: | |||
Commento
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Commento di: emilia.urso | Ip:83.73.103.204 | Voto: 7 | Data 26/12/2024 02:27:29 |
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